Comincio il mio 35 anno omaggiando la ricchezza, visto che a quanto pare vivo un buon 80% del mio tempo in funzione di essa; di quella che aspiro ad ottenere, a scapito del mio stomaco e della relativa gastrite; di quella dei clienti, che la cercano o non vogliono perderla.
Insomma, soldi, soldi, soldi, monetine con voce di Piero Pelù (adesso il biografo de' noialtri, che a quanto pare non ha niente da fare, vi dirà chi è costui

).
E, al tempo stesso, omaggio la mia ragazza, che è una accanita lettrice di topolino, in modo da rammentare sempre a se stessa che la vita è un grande fumetto e, a volte, sarebbe meglio non prenderla sul serio.
E visto che oggi sono in vena di mielosità, parlando di fumetti non posso non citare: vedi hall of fame, voce sparire dall'universo.
Bieco danaro.
Ci governa, ci inganna, mente e, al tempo stesso, è una grande verità.
E' vero che al mondo i più sono poveri, per colpa di noi ricchi, tutti un po' Paperoni rispetto a una moltitudine di sfigati paperini.
E' vero che il soldo - the dosh (do you speak also English, my dear biographer of the poor?) - spiega moltissime cose.
Spiega i gusti sessuali di moltissime donne, la promozione o la bocciatura delle suocere.
Nella nostra società oligarchica, spesso piove sul bagnato, così si è ricchi per ragioni di censo, e poveri per destino acquisito; è molto induista questa interpretazione di ricchezza e povertà, costruita apposta per annientare l'ambizione e giustificare le sperequazioni sociali.
Io sono più calvinista, ma in Italia non va di moda, tutti cercano la scorciatoia per affermarsi subito, perchè vogliono tutto e il contrario di tutto, senza fare fatica, vogliono la vasca idromassaggio ma non vogliono nemmeno fare la fatica di ruotare il rubinetto per riempirla d'acqua.
Infatti, alla domanda "se fossi il ministro della semplificazione" avete risposto tutti "prenderei lo stipendio senza fare un cazzo", perchè voi non avete una dignità, siete dei parassiti, pensate che bisogna prendere senza dare, che i diritti escludono doveri, che il mio è tuo e il tuo è pure quello mio. Siete degli eunuchi, dei funghi, con voi mi farei un bel risotto.
Amico danaro.
Quello che consente al ricco di curarsi dal miglior medico del Minesota, per vivere sei mei di più del poveraccio che va dal dott. Pini che gli prescrive dieci ave Maria e un pater nostro.
Fratello danaro.
Quello che rende uguali i diversi e diversi gli uguali. Per cui sui magazine sembra di leggere sempre la stessa storia ed anche un gruppo di cassaintegrati che sbraita recita sempre, ad una sola voce, la medesima litania.
Ieri siamo andati a visitare la Certosa di Pavia: andateci, vale la pena, e prendete la guida. Serve a me, che sono una persona colta e raffinata, figuratevi quanto può servire a voi, che siete degli analfabeti.
Al termine della visita siamo andati nel negozio dei Certosini, dove vendono un po' di tutto: miele e polline (ma io non ne ho bisogno, mi rifornisce mio fratello); liquori di vario genere, saponette al miele, tisane (mi sono preso quella calmante, così sarò meno nevrotico e voi mi amerete di più).
Ricordavo una specie di liquore che, tempo fa, mi aveva regalato un amico...avevo il nome sulla punta della lingua e alla fine mi è venuto: GRACAR. E' buonissimo.
Beh, ho chiesto al Certosino se ce lo avessero nel negozio e il Certosino ha detto che non ne ha mai sentito parlare, forse si chiamava così una volta ma adesso non lo vendono più. Però, il Certosino ha soggiunto che avrei potuto comprare uno dei loro liquori.
Siccome la mia ragazza è una tignosa, non ha voluto comprare il loro liquore.
Sta di fatto che, usciti dalla Certosa, abbiamo visto che dietro il parcheggio c'è una fabbrichetta che vende questo GRACAR. In poche parole, il Certosino voleva fregarmi, non mi ha detto che tale liquore si poteva comprare - dal produttore al consumatore - nella attigua fabbrichetta, mi ha detto che il GRACAR non esiste, perchè voleva appiopparmi il suo liquore, che magari sarà pure buonissimo, ma io volevo il GRACAR, non il liquore dei certosini !
E poi che motivo aveva di fregarmi il Certosino, avevo comprato la saponetta per mia mamma, le caramelle per mia nonna, la tisana anti isterismo per me. Non gli bastava ? Voleva appiopparmi anche il suo liquore, e doveva farlo prima che io scoprissi che dietro l'angolo vendono il GRACAR che anni fa mi aveva regalato un amico.
Il Certosino voleva fregarmi, questa è la verità, e non me lo sarei proprio aspettato da un Certosino.
La morale è questa: andate alla Certosa di Pavia, vale la pena, è bellissima, e poi andate mangiare a Torriano all'agriturismo I granai, che è a pochi chilometri. Ma prenotate prima, è sempre pieno.
Ma non comprate il liquore del Certosino, vuole fregarvi !
L'avidità crea disagio.