giovedì 22 gennaio 2009

Io sono il vostro disagio.

Questo blog ormai è morto.

La vita richiede novità, continue scommesse. Voi siete il vecchiume.

Attenderò la primavera e poi vi spazzerò via, come si fa con un paio di vecchie pantofole.

Ciao.

lunedì 22 dicembre 2008

Il disagio crea disagio.


domenica 14 dicembre 2008

L'ansia crea disagio


Caro Babbo Natale,
ti prego, quest'anno sono stato buono, fammi questo piccolo regalo.
Ho lavorato come un somaro, ho pagato le tasse; è vero, non ho pagato il canone Rai ma non credo sia giusto pagarlo, considerato che non ho la televisione e Pippo Baudo non lo guardo più.
Sono stato politically correct, ho accettato l'esito del voto senza protestare, non ho gridato ai brogli elettorali ed anzi ho ringraziato Dio, in questo momento di disagio, perchè quanto meno in parlamento c'è una maggioranza indipendente dai malanni di stagione di Rita Levi Montalcini.
E' vero, nel blog ho scritto cose crudeli, la mia ex morosa ha detto che mi radieranno e molti amici mi hanno voltato le spalle; ma poi ho smesso di scrivere perchè lavoravo talmente tanto che tornavo a casa alle 11, dopo 15 ore di lavoro, e dopo la doccia volevo solo mettermi a leggere un libro. E allora altri amici si sono arrabbiati perchè non scrivevo più e si sono lamentati, perchè uno non è italiano se non si lamenta di qualcosa. E hanno trovato in me un nuovo motivo per farlo.
Comunque, Babbo Natale, anche se non sono così buono, il regalo che ti chiedo non ti costa nulla, non voglio il Rolex nè tanto meno il SUV, non voglio diventare miliardario e nemmeno guarire da tutte le malattie.
Voglio una cosa semplicissima. Voglio che tu SPARISCA DALL'UNIVERSO.
Ti prego, fammi questo regalo, io non ce la faccio più di passare i week end di dicembre a pensare a cosa regalare al mio cugino di secondo grado, di fare le code nei negozi con la bava alla bocca, la vigilia di natale, con il coltello tra i denti e gli occhi a palla, per comprare l'ennesimo libro di Bruno Vespa e regalarlo allo zio che non vedi da mesi (che poi i libri di Bruno Vespa non sono così male, leggiteli anche tu, mentre siedi sulla slitta e sei in coda ai semafori).
E soprattutto non ne posso più di vedere che una festa religiosa, che per chi ci crede dovrebbe indurre a riflessioni e preghiere, si è invece tramutata in uno slogan commerciale , la pacchia dei negozianti e la morte della tredicesima.
Si, lo so, tu ci sei da molto tempo, da bambino credevo in te e ti aspettavo con ansia.
Ma ora ti odio, sei tu che mi porti ansia, nella tua stramaledetta cesta, aggiungi un dovere in più nella nutrita schiera di quelli che già mi affollano le notti insonni.
Voglio un Natale senza di te, tu e il tuo maledetto somarello, che quando ero piccolo avevo nutrito con una pannocchia e poi l'ha sputata, 'sto stronzo di somarello, si vede che non gli piaceva, ma quella degli altri bambini l'ha mangiata però !
Cosa aveva la mia pannocchia che non gli è piaciuta ? Farabutto.
Lo so, lo ricordo bene. Quell'anno mi hai portato megaloman, aveva la criniera bianca, è stato uno dei miei giochi preferiti di sempre, lo hai comprato da Testi.
Ieri ero a Padova, ho visto che Testi e Frigoberetta ci sono ancora, tu sarai annidato lì dentro, da qualche parte, con il dinosauro che mi dovevi portare l'anno dopo, e invece mi hai portato il master mind, ma io ti avevo chiesto il tirannosaurus rex e tu non mi hai ascoltato.
Perchè non sei tu che servi a noi, siamo noi che siamo uno strumento nelle tue mani, ci manipoli e ci porti quello che vuoi.
Ma io mi ribello, e adesso ti chiedo di sparire.
E prima di sparire, lasciami quà il tirannosaurus rex che ti avevo chiesto con una lunga lettera, che non ti sei mai degnato di leggere, perchè sei vecchio, rincoglionito e pure 'cecato.

venerdì 5 dicembre 2008

Lavare l'acqua con disagio.


Rimando la Vs attenzione all'ultimo post di Diegozilla, si tratta della carbonponzia della nuova era.
Io e il titolare di questo blog avevamo vaticinato da lungo tempo l'avvento di un oggetto non meglio identificato che con il nome di Carbonponzia, oggi è chiaro che stavamo parlando di questa maggica palla che tutti i mali laverà. Trallallero-trallallà.
Ho così risolto anche il problema del regalo di natale, ordinerò uno stock da 10 biopalle e bona l'è. Come dite, vi sembro un tantino facilone? tranquilli non regalerò solo quella, ho ordinato anche uno stock di dvd di "Pinocchio 3000".

mercoledì 3 dicembre 2008

E' l'opportunità che crea disagio.


E' giusto che Voi lo sappiate.
Elio ha rinunciato all'Ambrogino d'oro, non essendo stato esso proposto per un certo Enzo Biagi.
Sapete che dietro l'assegnazione del premio Nobel ci sono fosche ragioni politiche, basti dire che non lo hanno dato a Montale bensì - sarà pure bravo - a Dario Fò. Non ho nulla contro Dario Fò, mi piace, vado a vederlo volentieri. Ma non me ne vorrà a male se non avrei indicato lui come massimo esponente della letteratura italiana del secolo scorso. A questo punto, che lo dessero anche a Paolini (anch'egli un personaggio che mi piace...ma il Nobel è un'altra cosa).
Montale: miga bae. Il più grande poeta italiano del '900.
Ma Voi che ne sapete di Montale ? Quanti milioni di scale avete sceso, Voi ?
E' un insulto che Montale non abbia preso il nobel.
E' come se avessero dato il pallone d'oro a Antonio Cassano.
Anche l'Ambrogino d'oro, il Nobel de' noialtri, segue le stesse tristi logiche poco bipartisan e molto qualunquiste.
E giustamente Elio ha detto: NO.
NO, perchè, con tutto l'affetto e la stima per Elio, a cui ho già dedicato un mio intervento, se fossi Elio anche io mi sarei vergognato a ritirare un Ambrogino il cui destinatario naturale non può che essere Enzo Biagi, il padre del giornalismo italiano. A prescindere da considerazioni politiche che vanno lasciate fuori dalla porta.
L'Ambrogino per aver cantato Pippero ?
Ma Voi la guardate la TV.
Alba Parietti impazza come opinionista , i giornalai da quattro soldi che sono asserviti alla fazione politica di cui sono sponsor e raccontano bugie (con voce di Piero Pelù).
Sono pochi che si salvano.
Enzo Biagi, maestro di giornalismo, farà la fine di Montale. E giustamente Elio ha il decoro di dire: NO.
La meritocrazia in Italia non è di casa. Ve ne è pochissima, ed è solo a Milano, ed è per questo che ho scelto la mia città adottiva e mai ritornerei nel covo dei "figli di" da cui sono scappato.
La Milano da deglutire che ha tanti difetti, ma almeno qui se ti rimbocchi le maniche e pedali qualcosa di buono lo combini.
Questa Milano caotica che io sento più mia di quel paesotto dove sono cresciuto.
Il paesotto dei "figli di" che altro non fanno se non spendere i soldi del papà e poi votare Lega perchè si sentono imprenditori, quando dello spirito pionieristico che dovrebbe avere l'imprenditore non hanno neanche l'odore.
Quelli che fanno fallire l'azienda del padre in due anni.
L'Italia è proprio la terra dei cachi.

domenica 30 novembre 2008

Adagio, disagio!


Sìsì dovevo abbandonare questo blog al suo destino, è verooooo... però poi mi sveglio nel cuore della notte e penso: tra un mese, forse, è Natale. E non ho ancora fatto niente di buono. Voi direte, aggiungendo nuove elucubrazioni stralunate al blog del tuo amico non apporterai niente di positivo al corso del mondo. Ancora una volta avete ragione. Voi avete sempre ragione. La ragione è di chi vince, la storia la scrive chi vince, quindi la storia ha sempre ragione. Ecco.
Avevo un collega un tempo che, portata a termine una fase del suo lavoro, chiosava sempre: "Ecco!". Immagine di efficienza e concretezza nordestina. "Ecco!".
Io volevo il meglio per questo blog, volevo un seguito.
Volevo l'originalità di un blog a più mani. La promiscuità appunto.
Volevo gente che ci dicesse la loro, che arricchisse ulteriormente le trame sviluppate nel corso dei post, ho messo anche dei link qui a lato e altri ne metterò. Chessò mi sarebbe piaciuto un blog alla Diego Cajelli, il famoso scrittore atomico, un blog ricco-micificco di stimoli, di tensione creativa e di quella cosa che piaceva tanto ai pubblicitari milanesi degli anni novanta: la frEschezza.
Anche tal Michele Foschini non scherza, fatevi un giro nel suo blog, il link è qui accanto. Da 'ste parti direbbero "a mi me ENCANTA", scrive davvero bene. Ma soprattutto pensa bene. Vi lascio con una riflessione sul mondo di Topolino, una cosa che non mi da pace, chiaro.
Di sicuro avete più volte ponderato anche voi sulla difformità fondamentale del modello familiare proposto da Mickey Mouse. Nessuno è figlio di nessuno. Tutti sono zii e nipoti. Okey direte, ognuno s'imparenta come crede. Ma c'è una cosa che non quadra nè a livello logico nè etico. Una scorrettezza di base. Topolino è amico di Pippo. Pippo è un cane. Ora tutti sanno che Topolino ha a sua volta un cane per amico. L'ho appena detto? no dico, un cane vero: Pluto. Un cane vero? e Pippo cos'è? un cane finto? un topo sedicente cane? un cane privilegiato? in tal caso Pluto sarebbe un paria al servizio di un topo despota. Che gli ha pure tolto la possibilità di parlare. Possibilità che Pippo ha. E Pippo come dovrebbe sentirsi ogni volta che va a trovare l'amico e vede un suo simile alla catena, costretto in una cuccia, quando Pippo presumibilmente vive in una casa.
L'ipocrisia di Pippo? la doppiezza di Topolino?
Come direbbe Libero: "e voi che ne pensate?".

venerdì 28 novembre 2008

La nostalgia crea disagio.

Ciao Invidiosi.
Un tempo era Gigi Proietti a dirlo.
Oggi ve lo dico io, con lo stesso aplomb, la stessa enfasi teatrale, gli stessi denti smaltati.
Che senso ha invidiare Zenga, non è certo lui l'esempio da citare a proposito di folta chioma, mio dolce Flory Junior.
Citatelo, piuttosto, per le sue liti televisive, che io - privo di quello strumento di tortura che si chiama TV (e qui il doppio senso ci vuole) - ho beccato su internet.
Ti amo, mio dolce Variale.
Io non ho tempo per voi. Ma ve lo dico con la faccia di Aldo Fabrizi a Gasman: "Io nu' moro hai capiti nu' mooooooooooro".
Il mutuo dorme con me sonni disturbati, e così io produco carta e voi sbadigliate e fissate il fermo immagine di Obama, in attesa che il vostro oracolo parli perchè altrimenti voi non sapete parlare. Perchè siete quattro sfigati in attesa di novità.
Ma io ho fretta di scappare da voi, devo tornare a leggere "La solitudine dei numeri primi" che vi suggerisco perchè il premio che ha vinto lo merita tutto, che evoca in me qualcosa di autobiografico, quel non so che...ma io non mi sono mai trafitto i polsi e poi odio la matematica...e poi che sfiga quei due, almeno io "nu' moooooooro".
E poi ho paura di voi. Domenica la voce della mia coscienza, col suo solito naso, mi ha detto "meglio così che tu non abbia tempo altrimenti ti farai radiare dall'albo"; era in cima a un trespolo e aveva un abito nero.
Ma che ho detto di male? Perchè mi odiate.
Bisogna essere sempre seri, ed io sono sceso nella parte, e questo mi fa paura. Adesso ho sonno, ho lavorato 16 ore e il cervello fa ciock, come diceva Luca Carboni in quella canzone triste e commerciale, del suo periodo blu.
Un tempo dicevo ridiamo in coro, ora mastico liquirizia e scrivo di notte, come faceva Nanni Moretti mi sveglio con la voglia di Nutella, voi siete la mia Nutella, vi spalmo e vi mangio.
Gnam.