
Sìsì dovevo abbandonare questo blog al suo destino, è verooooo... però poi mi sveglio nel cuore della notte e penso: tra un mese, forse, è Natale. E non ho ancora fatto niente di buono. Voi direte, aggiungendo nuove elucubrazioni stralunate al blog del tuo amico non apporterai niente di positivo al corso del mondo. Ancora una volta avete ragione. Voi avete sempre ragione. La ragione è di chi vince, la storia la scrive chi vince, quindi la storia ha sempre ragione. Ecco.
Avevo un collega un tempo che, portata a termine una fase del suo lavoro, chiosava sempre: "Ecco!". Immagine di efficienza e concretezza nordestina. "Ecco!".
Io volevo il meglio per questo blog, volevo un seguito.
Volevo l'originalità di un blog a più mani. La promiscuità appunto.
Volevo gente che ci dicesse la loro, che arricchisse ulteriormente le trame sviluppate nel corso dei post, ho messo anche dei link qui a lato e altri ne metterò. Chessò mi sarebbe piaciuto un blog alla Diego Cajelli, il famoso scrittore atomico, un blog ricco-micificco di stimoli, di tensione creativa e di quella cosa che piaceva tanto ai pubblicitari milanesi degli anni novanta: la frEschezza.
Anche tal Michele Foschini non scherza, fatevi un giro nel suo blog, il link è qui accanto. Da 'ste parti direbbero "a mi me ENCANTA", scrive davvero bene. Ma soprattutto pensa bene. Vi lascio con una riflessione sul mondo di Topolino, una cosa che non mi da pace, chiaro.
Di sicuro avete più volte ponderato anche voi sulla difformità fondamentale del modello familiare proposto da Mickey Mouse. Nessuno è figlio di nessuno. Tutti sono zii e nipoti. Okey direte, ognuno s'imparenta come crede. Ma c'è una cosa che non quadra nè a livello logico nè etico. Una scorrettezza di base. Topolino è amico di Pippo. Pippo è un cane. Ora tutti sanno che Topolino ha a sua volta un cane per amico. L'ho appena detto? no dico, un cane vero: Pluto. Un cane vero? e Pippo cos'è? un cane finto? un topo sedicente cane? un cane privilegiato? in tal caso Pluto sarebbe un paria al servizio di un topo despota. Che gli ha pure tolto la possibilità di parlare. Possibilità che Pippo ha. E Pippo come dovrebbe sentirsi ogni volta che va a trovare l'amico e vede un suo simile alla catena, costretto in una cuccia, quando Pippo presumibilmente vive in una casa.
L'ipocrisia di Pippo? la doppiezza di Topolino?
Come direbbe Libero: "e voi che ne pensate?".



