
E' giusto che Voi lo sappiate.
Elio ha rinunciato all'Ambrogino d'oro, non essendo stato esso proposto per un certo Enzo Biagi.
Sapete che dietro l'assegnazione del premio Nobel ci sono fosche ragioni politiche, basti dire che non lo hanno dato a Montale bensì - sarà pure bravo - a Dario Fò. Non ho nulla contro Dario Fò, mi piace, vado a vederlo volentieri. Ma non me ne vorrà a male se non avrei indicato lui come massimo esponente della letteratura italiana del secolo scorso. A questo punto, che lo dessero anche a Paolini (anch'egli un personaggio che mi piace...ma il Nobel è un'altra cosa).
Montale: miga bae. Il più grande poeta italiano del '900.
Ma Voi che ne sapete di Montale ? Quanti milioni di scale avete sceso, Voi ?
E' un insulto che Montale non abbia preso il nobel.
E' come se avessero dato il pallone d'oro a Antonio Cassano.
Anche l'Ambrogino d'oro, il Nobel de' noialtri, segue le stesse tristi logiche poco bipartisan e molto qualunquiste.
E giustamente Elio ha detto: NO.
NO, perchè, con tutto l'affetto e la stima per Elio, a cui ho già dedicato un mio intervento, se fossi Elio anche io mi sarei vergognato a ritirare un Ambrogino il cui destinatario naturale non può che essere Enzo Biagi, il padre del giornalismo italiano. A prescindere da considerazioni politiche che vanno lasciate fuori dalla porta.
L'Ambrogino per aver cantato Pippero ?
Ma Voi la guardate la TV.
Alba Parietti impazza come opinionista , i giornalai da quattro soldi che sono asserviti alla fazione politica di cui sono sponsor e raccontano bugie (con voce di Piero Pelù).
Sono pochi che si salvano.
Enzo Biagi, maestro di giornalismo, farà la fine di Montale. E giustamente Elio ha il decoro di dire: NO.
La meritocrazia in Italia non è di casa. Ve ne è pochissima, ed è solo a Milano, ed è per questo che ho scelto la mia città adottiva e mai ritornerei nel covo dei "figli di" da cui sono scappato.
La Milano da deglutire che ha tanti difetti, ma almeno qui se ti rimbocchi le maniche e pedali qualcosa di buono lo combini.
Questa Milano caotica che io sento più mia di quel paesotto dove sono cresciuto.
Il paesotto dei "figli di" che altro non fanno se non spendere i soldi del papà e poi votare Lega perchè si sentono imprenditori, quando dello spirito pionieristico che dovrebbe avere l'imprenditore non hanno neanche l'odore.
Quelli che fanno fallire l'azienda del padre in due anni.
L'Italia è proprio la terra dei cachi.
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